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Spazi Altri: promozione dello spazio pubblico quale luogo di relazioni

Venerdì 10 Aprile 2015 10:45:00  |  Editoriali, Flash  |  

di OFARCH

L’iniziativa "Spazi altri" della associazione OFARCH, Officina d’Architettura di Spoleto (PG), si inserisce all’interno di un programma di avvviamento di processi partecipati per la rigenerazione urbana della città storica.

OFARCH è un'associazione culturale nata da otto architetti spoletini interessati a rilanciare il dibattito sul ruolo dell’architettura nella costruzione condivisa della città contemporanea, quale occasione di qualità urbana in dialogo tra forme d'arte, cultura, società ed economia, in un processo di partecipazione e condivisione con la società civile e politica. L'associazione promuove occasioni di riflessione sulla rigenerazione della città e le possibilità di operare nella città contemporanea, inclusa la periferia, apportando qualità attraverso operazioni progettuali partecipate e condivise con gli attori locali, siano essi operatori economici, istituti scolastici, forze sociali e religiose, cittadinanza, forze politiche e amministrative, attraverso la promozione dello strumento della progettazione partecipata. A tal proposito organizza workshop partecipativi, tavoli di partecipazione, laboratori didattici e laboratori di progettazione partecipata, occasioni di animazione nella città storica, eventi culturali finalizzati alla riflessione sulla rivitalizzazione dei sistemi urbani in un processo di coinvolgimento dei soggetti che vivono, operano, lavorano all’interno del centro storico.

“Spazi altri” rappresenta una di queste occasioni: è stato un evento di promozione dello spazio pubblico quale luogo di relazioni. Una riflessione condotta attraverso una “esperienza” di tipo laboratoriale condotta attraverso l’allestimento fisico di uno spazio pubblico, a nostro avviso mortificato da usi impropri, con l’uso di materiali poveri, trasformandolo temporaneamente in “spazio altro”. Parallelamente è stato proposto un programma di attività svoltosi in detto spazio “trasformato”, attività di animazione, musica, gioco, dibattito e semplice occasione di incontro e svago. Di seguito in breve si riporta la riflessione posta a base della proposta di “Spazi altri”, riflessione che ha guidato il tipo di allestimento e il relativo disegno urbano, nonché il programma di attività e relazioni spontanee che hanno fatto incontrare i diversi mondi della città.

Viviamo nell’epoca dello spazio: un mondo dominato dalle relazioni, dalla prossimità, dalla giustapposizione; il nostro è uno spazio del vissuto, quello del fuori, è lo spazio degli apparati collettivi. Quanto è lontano il concetto di non-luogo quando le persone si incontrano? che differenza c’è fra incontrarsi in un parcheggio, in un bar o in locale pubblico? E come sarebbe in una piazza? Le piazze di Spoleto sono tutte di passaggio, flussi continui di automobili e saluti effimeri, le persone vengono marginalizzate ai bordi, sopra ai marciapiedi; il cuore di questi spazi è occupato dai parcheggi, specchi di una finta accessibilità, che snaturano la forma e la bellezza complessiva di questi luoghi. Il nostro spazio è quello dell’attesa, del piacere di fermarsi e di essere circondati dalla storia che dialoga con le mutazioni formali del presente. Per la prima volta la Piazza è esclusiva “proprietà” del cittadino-pedone; il “vuoto” è trasformato in “pieno” attraverso geometrie semplici e materiali poveri, sedute di legno di recupero e tappeti di verde. Il nostro spazio non è fatto di mattoni o di cemento ma di persone che nel momento in cui lo vivono gli danno forma e sostanza. È lo spazio eterotopico di Foucault, un luogo che si trova al di fuori di altri luoghi e si tramuta in una specie di contestazione al contempo mitica e reale dello spazio in cui viviamo; è un luogo dove ci si guarda allo specchio e che sviluppa, nel luogo che occupo, una sorta di effetto di ritorno: guardo tutto dal mio punto di vista e a me ritorno, ricostituito. È lo spazio dei microcosmi, dei giardini segreti sotto forma di tappeti di verde protetti dalle geometriche sedute, rimandi ai giardini che fin dalla più remota antichità sono la più piccola particella del Mondo e sono anche la totalità del Mondo. La riconquista di un luogo urbano per favorire l’incontro, per dargli sostanza e forma e per rilanciare la necessità di riaffermare il ruolo principe dello spazio urbano “pubblico” come il luogo della condivisione e della partecipazione alle scelte per la costruzione della città nuova!

Architettura Povera o povera architettura… ma così necessaria per trasformare una piazza in un Luogo Pubblico e Accessibile senza chiedere nulla in cambio!

Contatti
Website: www.ofarchspoleto.it
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