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Rigenerazione urbana e partecipazione

Giovedì 29 Maggio 2014 16:13:00  |  Urbanistica  |  

di Angelica Fortuzzi

Il 9 maggio si è svolto a Bologna, l’incontro della Commissione Nazionale Partecipazione (CNP/INU), presso la sede dell’Istituto Nazionale di Urbanistica Emilia-Romagna. Era mia premura essere presente all’incontro perché l’obiettivo della giornata era tracciare il programma da svolgere nel prossimo biennio. Premetto che lo scopo della CNP/INU è la promozione di una maggiore chiarezza sul tema della partecipazione cittadina, chiarendo fraintendimenti e luoghi comuni che spesso ostacolano l’efficacia dei processi, per definire i principi e le regole che consentano di rendere effettivo il diritto-dovere dei cittadini di partecipare alle scelte per lo sviluppo, sostenibile, dei propri territori.

Spunti di partenza sono stati il tema della rigenerazione urbana come resilienza e la sempre maggiore importanza che il coinvolgimento delle comunità locali ha nella trasformazione del territorio e delle aree urbane. In particolare, la questione della crescente multiculturalità delle città, da cui consegue una molteplicità dei bisogni e delle necessità (dai servizi agli spazi urbani; dalla produzione all’istruzione; dai diversi stili di vita, tempo libero, pratiche religiose), oltre a differenti “visioni della realtà”. La questione multiculturale pone l’urgenza di tenere conto e di ricorrere al coinvolgimento diretto degli abitanti nei processi di rigenerazione, fino ad arrivare alla diretta gestione di spazi pubblici. La comunità diviene sempre più attiva riguardo al bene comune, in questo caso lo spazio urbano, come avviene nelle contemporanee esperienze internazionali del placemaking.

Questo processo di coinvolgimento dovrà essere sostenuto da un approccio: incrementale, che procede a piccoli passi; reiterato, che ponga in discussione le premesse e le rielabori; strategico, rispetto a ciò che sta più a cuore agli abitanti. Dal punto di vista operativo le politiche per le città dovranno essere rifondate su un principio di apertura, ascolto, inclusione, attiva partecipazione del maggior numero possibile di esponenti della società civile ai processi di trasformazione edilizia ed urbanistica, con la costituzione di partenariati pubblico-privati nelle nuove forme di social trust in cui possano investire in riqualificazione urbana soggetti finora prevalentemente esclusi da questi processi.

Questioni centrali, queste, discusse nell’ultima edizione dell’evento nazionale UrbanPromo, svoltosi a Torino a novembre del 2013, in cui, attraverso mostre, dibattiti e convegni, si sono confrontati enti pubblici e privati, e professionisti del settore.

Nel corso della giornata, dopo una sessione plenaria, i lavori sono proseguiti suddividendoci in gruppi, per affrontare tre argomenti principali riguardanti il territorio, le città, le politiche in Europa:

«1) La partecipazione per il presidio e la rigenerazione del territorio (dalle Agende 21 agli Ecomusei, ai Contratti di fiume e di paesaggio, ai processi partecipativi per la protezione civile, le aree agricole periurbane, ecc.). Appare sempre più fondamentale approfondire come i metodi di ascolto delle comunità possano incidere profondamente sui contenuti delle regole di trasformazione del paesaggio, anche in relazione della prossima emanazione della legge nazionale sul consumo di suolo agricolo. Recenti progetti  comunitari mostrano come l'attivazione di sinergie con diversi attori e con il volontariato e l'associazionismo, la condivisione di strategie e regole, la realizzazione dei conseguenti interventi e di forme di governance partecipata possano realmente incidere, attivando virtuosi processi di rimessa in valore delle risorse ambientali, culturali (patrimoni diffusi), e in definitiva, del paesaggio - ambiente di vita nel suo complesso

2) Le città come laboratori di partecipazione (dai Laboratori di quartiere agli Urban Center, alla pianificazione strategica, all’"informazione-comunicazione" comprensibile a tutti, che preceda, accompagni e segua la partecipazione, dall’e-democracy, alla smart-community, alla social innovation, ecc.)

3) La partecipazione in Europa e nel mondo (differenze e affinità, buone pratiche, finanziamenti, certificazioni di metodi e competenze, ecc.). In questo delicato passaggio della programmazione europea verso gli obiettivi 2020, appare di crescente importanza la costruzione di reti solidali, in grado di accogliere bisogni ed aspettative locali e di contribuire a “costruire” dispositivi per la coesione territoriale. In questo senso i processi partecipativi assumono un significato sociale ed economico e vanno pensati in forme adeguatamente complesse che possano incontrare territorio, amministrazioni e abitanti.»

A conclusione della giornata di lavori, tra le altre questioni, è emersa l’intenzione della CNP/INU di fare chiarezza e incidere sul dibattito nazionale attraverso la produzione di strumenti divulgativi, e promuovendo iniziative culturali ad ampia diffusione, anche in collaborazione con altre associazioni e organizzazioni quali la Terza Biennale dello Spazio Pubblico, oltre alla promozione di una Carta Etica della Partecipazione.

 

Per approfondire:

www.inu.it

www.inu.it/commissioni-nazionali

www.inu.it/urbanpromo

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